Curiosità sulla Bibbia
Padre Nostro: il testo della preghiera, dove si trova nella Bibbia e il significato
Il Padre Nostro è la preghiera che Gesù insegnò ai discepoli. Si trova in Matteo 6,9–13, nel Discorso della montagna, e in forma più breve in Luca 11,2–4. Comprende un’invocazione («Padre nostro, che sei nei cieli») e sette domande: tre su Dio (nome, regno, volontà) e quattro sui bisogni umani (pane, perdono, tentazione, male).
Qual è il testo del Padre Nostro?
Questa è la versione liturgica in uso nella Chiesa cattolica italiana dal 2020:
Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen.
Dove si trova il Padre Nostro nella Bibbia?
In due vangeli. In Matteo 6,9–13 Gesù insegna la preghiera nel Discorso della montagna, dopo aver criticato chi prega per farsi vedere:
Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo. Dacci oggi il nostro pane cotidiano; e rimettici i nostri debiti come anche noi li abbiamo rimessi ai nostri debitori; e non ci esporre alla tentazione, ma liberaci dal maligno.
In Luca 11,2–4 la preghiera risponde alla richiesta di un discepolo: «Signore, insegnaci a pregare». La versione di Luca è più breve:
Ed egli disse loro: Quando pregate, dite: Padre, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; dacci di giorno in giorno il nostro pane cotidiano; e perdonaci i nostri peccati, poiché anche noi perdoniamo ad ogni nostro debitore; e non ci esporre alla tentazione.
Che cosa significa ogni parte del Padre Nostro?
- «Padre nostro»: Gesù chiamava Dio Abbà, «Padre» in aramaico, un modo vicino e familiare. Il «nostro» ne fa una preghiera comunitaria.
- «Sia santificato il tuo nome»: chiedere che Dio sia riconosciuto e onorato.
- «Venga il tuo regno»: il desiderio che Dio regni sul mondo, cuore della predicazione di Gesù.
- «Sia fatta la tua volontà»: affidare i propri progetti a Dio, come Gesù nel Getsemani (Matteo 26,39).
- «Il nostro pane quotidiano»: la parola greca epiousios non compare quasi mai altrove. Può significare «necessario», «di oggi» o «di domani».
- «Rimetti a noi i nostri debiti»: Matteo parla di «debiti», Luca di «peccati». Subito dopo Gesù collega il perdono ricevuto a quello donato (Matteo 6,14–15).
- «Non abbandonarci alla tentazione»: una richiesta di protezione nella prova (vedi sotto il cambiamento del 2020).
- «Liberaci dal male»: il greco può significare «dal male» o «dal maligno», come nella Riveduta.
Perché è cambiato «non ci indurre in tentazione»?
Per decenni la formula liturgica italiana è stata «non ci indurre in tentazione», che poteva far pensare a un Dio che spinge al male. Con la nuova edizione del Messale Romano, dal 2020 la Chiesa italiana dice «non abbandonarci alla tentazione» e «come anche noi li rimettiamo». Papa Francesco aveva sollevato la questione nel 2017.
Perché alcune versioni finiscono con «tuo è il regno»?
Questa frase finale, la dossologia, non è nei manoscritti più antichi di Matteo. Compare in un testo cristiano del I o II secolo, la Didachè, e poi in copie più tarde. Per questo la Riveduta non la riporta. Nella Messa l’assemblea la dice dopo una breve preghiera del sacerdote: «Tuo è il regno, tua la potenza e la gloria nei secoli».
Come ogni tradizione prega il Padre Nostro
- Cattolici: si recita a ogni Messa prima della comunione e all’inizio di ogni decina del rosario.
- Ortodossi: è cantato da tutta l’assemblea nella Divina Liturgia; il sacerdote conclude con la dossologia.
- Protestanti: usato nel culto e come modello di preghiera personale, spesso con la dossologia.
- Tradizione ebraica: diverse domande hanno paralleli nella preghiera ebraica, come il Kaddish, che chiede che il nome di Dio sia santificato e che venga il suo regno.
Per approfondire, vedi i versetti biblici sulla preghiera.
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Domande frequenti
Dove si trova il Padre Nostro nella Bibbia?
In Matteo 6,9–13, nel Discorso della montagna, e in forma più breve in Luca 11,2–4.
Chi ha scritto il Padre Nostro?
Secondo i vangeli fu Gesù a insegnarlo ai discepoli. Matteo e Luca lo riportano con piccole differenze.
Perché ora si dice «non abbandonarci alla tentazione»?
È la traduzione introdotta nel 2020 con il nuovo Messale Romano per sostituire «non ci indurre in tentazione», che poteva far pensare che Dio tenti l’uomo.
Che cosa significa il Padre Nostro?
È una preghiera che mette prima Dio al centro (nome, regno, volontà) e poi gli affida i bisogni umani: il pane, il perdono e la protezione dal male.