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Versione: Riveduta 1927 (pubblico dominio)

Salmo 23

L’Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà.

Il Salmo 23 è il salmo de «Il Signore è il mio pastore»: in sei versetti Davide descrive Dio come un pastore che guida e protegge e come un ospite che lo accoglie alla sua mensa, anche davanti al pericolo.

Testo biblico

1 Salmo di Davide. L’Eterno è il mio pastore, nulla mi mancherà.

2 Egli mi fa giacere in verdeggianti paschi, mi guida lungo le acque chete.

3 Egli mi ristora l’anima, mi conduce per sentieri di giustizia, per amor del suo nome.

4 Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei male alcuno, perché tu sei meco; il tuo bastone e la tua verga son quelli che mi consolano.

5 Tu apparecchi davanti a me la mensa al cospetto dei miei nemici; tu ungi il mio capo con olio; la mia coppa trabocca.

6 Certo, beni e benignità m’accompagneranno tutti i giorni della mia vita; ed io abiterò nella casa dell’Eterno per lunghi giorni.

Testo originale

1 מִזְמוֹר לְדָוִד יְהֹוָה רֹעִי לֹא אֶחְסָר׃ 2 בִּנְאוֹת דֶּשֶׁא יַרְבִּיצֵנִי עַל־מֵי מְנֻחוֹת יְנַהֲלֵנִי׃ 3 נַפְשִׁי יְשׁוֹבֵב יַנְחֵנִי בְמַעְגְּלֵי־צֶדֶק לְמַעַן שְׁמוֹ׃ 4 גַּם כִּי־אֵלֵךְ בְּגֵיא צַלְמָוֶת לֹא־אִירָא רָע כִּי־אַתָּה עִמָּדִי שִׁבְטְךָ וּמִשְׁעַנְתֶּךָ הֵמָּה יְנַחֲמֻנִי׃ 5 תַּעֲרֹךְ לְפָנַי שֻׁלְחָן נֶגֶד צֹרְרָי דִּשַּׁנְתָּ בַשֶּׁמֶן רֹאשִׁי כּוֹסִי רְוָיָה׃ 6 אַךְ טוֹב וָחֶסֶד יִרְדְּפוּנִי כׇּל־יְמֵי חַיָּי וְשַׁבְתִּי בְּבֵית־יְהֹוָה לְאֹרֶךְ יָמִים׃

v. 1: Mizmor leDavid. Adonai ro’i, lo echsar.

Versione semplificata

v. 1 Il Signore si prende cura di me come un pastore delle sue pecore. Per questo non mi manca l’essenziale.

v. 2–3 Mi porta in luoghi di riposo e di acqua tranquilla. Rinnova le mie forze e mi guida sulla strada giusta, perché è fedele alla sua parola.

v. 4 Anche quando attraverso la valle più buia, non ho paura, perché tu sei con me. Il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.

v. 5 Mi accogli come un ospite: prepari la tavola, mi onori con l’olio e il mio calice trabocca, anche se i nemici sono vicini.

v. 6 La bontà e l’amore fedele di Dio mi accompagneranno per tutta la vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghi giorni.

Contesto storico

Autore. Il titolo ebraico dice mizmor leDavid, «salmo di Davide». Prima di diventare re, Davide fu pastore a Betlemme (1 Samuele 16,11; 17,34–35), il che dà forza all’immagine.

L’immagine del pastore. Nel Vicino Oriente antico i re erano chiamati «pastori» del loro popolo. Dire «l’Eterno è il mio pastore» significa che è Dio a guidare e a prendersi cura della mia vita.

Genere. È un salmo di fiducia: non chiede nulla, dichiara soltanto la sicurezza in Dio. Si trova tra il Salmo 22 (il grido di abbandono) e il Salmo 24 (il Re che entra nel tempio).

Spiegazione

Il pastore (v. 1–4)

I verbi sono quelli di chi cura le pecore: far riposare in verdi pascoli, condurre ad acque tranquille, guidare per sentieri di giustizia. Il bastone serviva a difendere il gregge; la verga, a guidarlo e a soccorrerlo.

La svolta del versetto 4

Fin qui il salmista parla di Dio («egli»). Nella valle oscura comincia a parlare a Dio: «perché tu sei meco». La presenza diventa dialogo proprio nel momento più difficile.

L’ospite (v. 5–6)

La scena diventa un banchetto. Ungere il capo con olio era un gesto d’onore verso l’ospite, e la coppa che trabocca indica abbondanza. Secondo le regole dell’ospitalità, chi sedeva a tavola era protetto, anche sotto gli occhi dei nemici.

«Mi accompagneranno»

Il verbo ebraico radaf significa inseguire. Il salmista capovolge l’immagine: non sono i nemici a inseguirlo, ma la bontà e la benignità di Dio.

Leggi anche

Come lo legge ogni tradizione

Cattolica

Nelle Bibbie che seguono la numerazione della Vulgata e dei Settanta, è il Salmo 22 («Dominus regit me»). Padri della Chiesa come Cirillo di Gerusalemme hanno letto l’acqua, l’olio e la mensa come immagini del battesimo, della cresima e dell’eucaristia, e i neobattezzati lo cantavano. Oggi è molto usato nei funerali e come salmo responsoriale.

Protestante

I lettori protestanti leggono spesso il salmo alla luce di Giovanni 10,11, dove Gesù dice «io sono il buon pastore». È uno dei testi più letti ai funerali e nelle visite ai malati. Charles Spurgeon lo chiamava «la perla dei salmi».

Ortodossa

Nella tradizione ortodossa (numerazione greca: Salmo 22) il salmo fa parte delle preghiere di preparazione alla santa comunione, insieme ai salmi 23 e 115 dei Settanta. La «mensa preparata» è letta come la mensa eucaristica.

Ebraica

In molte comunità ebraiche Mizmor leDavid si canta al terzo pasto dello Shabbat (seudà shlishìt) e si recita ai funerali e nelle visite al cimitero. La lettura ebraica sottolinea Dio come pastore d’Israele, immagine presente anche in Ezechiele 34.

Accademica

Gli studiosi discutono se il salmo contenga un’unica immagine (il pastore) o due (pastore e ospite). La parola tsalmavet, tradizionalmente «ombra della morte», può essere letta anche come «oscurità profonda», da cui la «valle oscura» di alcune traduzioni moderne. La data di composizione è incerta.

Ogni lettura è attribuita alla tradizione che la sostiene. VersePath non prende posizione.

Per riflettere

Nota il cambiamento del versetto 4: nel punto più buio, il salmista smette di parlare di Dio e comincia a parlargli. In quale «valle» ti trovi oggi, e che cosa cambierebbe se dicessi semplicemente: «tu sei con me»?

Curiosità

  • In ebraico il primo versetto è brevissimo: Adonai ro’i, lo echsar.
  • Nelle Bibbie cattoliche più antiche e nella tradizione ortodossa questo salmo è il numero 22.
  • La Riveduta include il titolo «Salmo di Davide» nel versetto 1, come il testo ebraico.
  • L’espressione «valle dell’ombra della morte» deriva dalla lettura tradizionale di tsalmavet.

Domande frequenti

Chi ha scritto il Salmo 23?

Il titolo lo attribuisce a Davide, che fu pastore prima di diventare re. La tradizione ebraica e quella cristiana mantengono questa attribuzione.

Che cosa significa «il Signore è il mio pastore»?

Che Dio guida, nutre e protegge la persona come un pastore le sue pecore, così che non le manca nulla di essenziale.

Che cos’è la «valle dell’ombra della morte»?

È l’immagine di un luogo molto buio e pericoloso. Può indicare la morte, ma anche ogni momento di grande sofferenza.

Perché il Salmo 23 si legge ai funerali?

Perché parla di fiducia davanti alla morte («non temerei male alcuno») e si chiude con la speranza di abitare nella casa del Signore.

Perché in alcune Bibbie è il Salmo 22?

Perché i Settanta e la Vulgata numerano i salmi in modo diverso. Le Bibbie cattoliche attuali indicano spesso «Salmo 23 (22)».