Versione: Riveduta 1927 (pubblico dominio)
Isaia 41,10
Tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia.
Isaia 41,10 è una delle promesse più note della Bibbia: Dio chiede al suo popolo di non avere paura, perché egli è presente e promette di fortificarlo, soccorrerlo e sostenerlo.
Testo biblico
8 Ma tu, Israele, mio servo, Giacobbe che io ho scelto, progenie d’Abrahamo, l’amico mio,
9 tu che ho preso dalle estremità della terra, che ho chiamato dalle parti più remote d’essa, e a cui ho detto: "Tu sei il mio servo; t’ho scelto e non t’ho reietto",
10 tu, non temere, perché io son teco; non ti smarrire, perché io sono il tuo Dio; io ti fortifico, io ti soccorro, io ti sostengo con la destra della mia giustizia.
11 Ecco, tutti quelli che si sono infiammati contro di te saranno svergognati e confusi; i tuoi avversari saranno ridotti a nulla, e periranno.
12 Tu li cercherai, e non li troverai più quelli che contendevano teco; quelli che ti facevano guerra saranno ridotti come nulla, come cosa che più non è;
13 perché io, l’Eterno, il tuo Dio, son quegli che ti prendo per la mia man destra e ti dico: "Non temere, io t’aiuto!"
Testo originale
Al tira ki imkha ani; al tishta ki ani Elohekha; imatstikha af azartikha, af temakhtikha bimin tsidki.
Contesto storico
Chi parla e a chi. I capitoli da 40 a 55 di Isaia si rivolgono al popolo ebraico esiliato in Babilonia, nel VI secolo a.C. Molti studiosi chiamano questa parte «Deutero-Isaia», scritta da discepoli del profeta.
Lo scenario. All’inizio del capitolo Dio suscita un conquistatore venuto dall’oriente (di solito identificato con Ciro, re di Persia), e le nazioni tremano e fabbricano idoli per proteggersi. Per contrasto, Israele si sente dire di essere servo di Dio (v. 8) e riceve la promessa del versetto 10.
Spiegazione
«Non temere»
Il versetto si apre con due inviti: non avere paura e non smarrirsi. Non negano il pericolo reale dell’esilio; spostano lo sguardo su chi sta accanto.
I due motivi
«Io son teco» (presenza) e «io sono il tuo Dio» (alleanza). Alla paura si risponde con una relazione, non con una spiegazione.
Le tre azioni di Dio
Fortificare, soccorrere e sostenere. La «destra» è la mano destra, simbolo di potenza; «della mia giustizia» indica la fedeltà di Dio alle sue promesse.
Leggi anche
Come lo legge ogni tradizione
Protestante
Nelle chiese evangeliche Isaia 41,10 è uno dei versetti più usati come promessa personale nei momenti di paura, malattia o crisi. I predicatori ricordano di solito che la promessa nasce dall’alleanza di Dio con il suo popolo e vale per chi confida in lui.
Ebraica
Nella tradizione ebraica la promessa è letta come rivolta al popolo d’Israele nel suo insieme. Il brano Isaia 40,27–41,16 è la haftarà (lettura dei Profeti) della parashà Lech Lechà, che racconta la chiamata di Abramo.
Accademica
Gli studiosi riconoscono qui il genere dell’«oracolo di salvezza»: la risposta di Dio a chi è nell’angoscia, segnata dalla formula «non temere», seguita da un motivo e da una promessa d’intervento. Lo schema ritorna in Isaia 41,13–14 e 43,1–5.
Ogni lettura è attribuita alla tradizione che la sostiene. VersePath non prende posizione.
Per riflettere
Nota l’ordine: prima «io son teco», poi «io ti soccorro». L’aiuto viene da qualcuno che è già al tuo fianco. Quale paura stai affrontando come se fossi solo?
Curiosità
- L’invito a non temere ritorna tre volte tra Isaia 41,10 e 41,14.
- In ebraico il versetto comincia con al tira («non temere»), le stesse parole rivolte ad Abram in Genesi 15,1.
- La Riveduta traduce il nome di Dio con «l’Eterno», mentre molte traduzioni cattoliche usano «il Signore».
Domande frequenti
Che cosa significa Isaia 41,10?
È una promessa di Dio per chi ha paura: egli è presente, è il suo Dio e promette di fortificare, soccorrere e sostenere.
A chi Dio dice «non temere» in Isaia 41?
Al popolo d’Israele, chiamato suo «servo», che viveva in esilio in Babilonia. Lettori ebrei e cristiani applicano la promessa anche alla vita personale.
Chi ha scritto Isaia 41?
Il libro porta il nome del profeta Isaia (VIII secolo a.C.). Molti studiosi attribuiscono i capitoli 40–55 a discepoli che scrissero durante l’esilio, nel VI secolo a.C.
Che cos’è «la destra della mia giustizia»?
È la mano destra di Dio, immagine di potenza, che agisce secondo la sua fedeltà alle promesse.