Versione: Riveduta 1927 (pubblico dominio)
Giovanni 3,16
Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Giovanni 3,16 riassume il messaggio cristiano: Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
Testo biblico
14 E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figliuol dell’uomo sia innalzato,
15 affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
16 Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.
17 Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.
18 Chi crede in lui non è giudicato; chi non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figliuol di Dio.
19 E il giudizio è questo: che la luce è venuta nel mondo, e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvage.
20 Poiché chiunque fa cose malvage odia la luce e non viene alla luce, perché le sue opere non siano riprovate;
21 ma chi mette in pratica la verità viene alla luce, affinché le opere sue siano manifestate, perché son fatte in Dio.
Testo originale
Houtōs gar ēgapēsen ho theos ton kosmon, hōste ton huion ton monogenē edōken, hina pas ho pisteuōn eis auton mē apolētai all’ echē zōēn aiōnion.
Contesto storico
Un colloquio di notte. Il versetto si trova nel dialogo tra Gesù e Nicodemo, un fariseo membro del sinedrio che andò da lui di notte (Giovanni 3,1–2). Gesù parla di «nascere di nuovo» e Nicodemo non capisce.
Il serpente nel deserto. Poco prima Gesù ricorda Numeri 21,8–9: Mosè innalzò un serpente di bronzo, e chi lo guardava viveva. Allo stesso modo «il Figliuol dell’uomo» deve essere «innalzato» (v. 14), un riferimento alla croce.
Chi parla? Le edizioni che stampano in rosso le parole di Gesù non concordano: alcune le fanno finire al versetto 15, altre al 21. Molti studiosi leggono i versetti 16–21 come commento dell’evangelista.
Spiegazione
«Tanto amato»
Il greco houtōs significa «così», «in questo modo». Il versetto non dice solo quanto Dio ha amato, ma come quell’amore si è mostrato: dando il Figlio.
«Il mondo»
In Giovanni, kosmos indica spesso il mondo che rifiuta Dio (Giovanni 1,10). L’amore è rivolto proprio a chi non l’ha ancora accolto.
«Unigenito Figliuolo»
Il termine monogenēs significa «unico», «senza pari». La Riveduta dice «unigenito»; molte traduzioni moderne preferiscono «il suo Figlio unico».
Credere e vivere
Il versetto contrappone due destini: perire o avere vita eterna. In Giovanni la vita eterna comincia già ora, nella relazione con Dio (Giovanni 17,3), e il versetto seguente chiarisce che lo scopo è salvare, non giudicare.
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Come lo legge ogni tradizione
Cattolica
Il Catechismo della Chiesa Cattolica cita il versetto per spiegare perché il Verbo si è fatto carne: perché conoscessimo l’amore di Dio (n. 458). Nella liturgia, Giovanni 3,14–21 si legge nella IV domenica di Quaresima (anno B), in relazione alla croce.
Protestante
Per molti protestanti è il riassunto del vangelo: la salvezza per grazia, ricevuta mediante la fede. A Martin Lutero si attribuisce la definizione «il vangelo in miniatura». Negli Stati Uniti «John 3:16» è diventato famoso sui cartelli dei tifosi e perfino sul volto di alcuni atleti.
Ortodossa
Nella tradizione ortodossa, Giovanni 3,13–17 è il vangelo della domenica prima dell’Esaltazione della Santa Croce, a settembre. La lettura presenta il serpente innalzato come figura della croce e l’amore di Dio rivelato nel sacrificio del Figlio.
Accademica
Il verbo «ha dato» (edōken) è un aoristo e può riferirsi all’incarnazione, alla croce o a entrambe. L’espressione «credere in lui» (pisteuō eis, letteralmente «credere verso») è tipica di Giovanni e indica fiducia personale, non solo assenso. Gli studiosi datano di solito il vangelo alla fine del I secolo.
Ogni lettura è attribuita alla tradizione che la sostiene. VersePath non prende posizione.
Per riflettere
Il versetto 17 completa il 16: Dio non ha mandato il Figlio per giudicare, ma per salvare. Se pensi a Dio soprattutto come a un giudice, come sarebbe leggere oggi Giovanni 3,16 partendo da «Dio ha tanto amato»?
Curiosità
- Nell’edizione greca di Tischendorf il versetto conta 25 parole; il Textus Receptus aggiunge «suo» (26 parole).
- Nicodemo, l’interlocutore di Gesù, ricompare alla sepoltura di Gesù con mirra e aloe (Giovanni 19,39).
- Le edizioni con le parole di Gesù in rosso non concordano su dove finisca il suo discorso in questo brano.
- È uno dei versetti più cercati al mondo, in tutte le lingue.
Domande frequenti
Che cosa significa Giovanni 3,16?
Che l’amore di Dio per il mondo si è manifestato nel mandare il suo Figlio, e che chi crede in lui riceve la vita eterna invece di perire.
Chi ha detto Giovanni 3,16?
Il versetto fa parte del colloquio di Gesù con Nicodemo. Alcuni attribuiscono le parole a Gesù; molti studiosi le leggono come commento dell’evangelista.
Che cosa significa «Figlio unigenito»?
Traduce il greco monogenēs, «unico», «senza pari», ed esprime la relazione unica di Gesù con il Padre.
Perché Giovanni 3,16 è così conosciuto?
Perché riassume in una frase il cuore del cristianesimo: l’amore di Dio, l’invio di Gesù e la vita eterna per chi crede.