Versione: Riveduta 1927 (pubblico dominio)
Salmo 139
O Eterno tu m’hai investigato e mi conosci.
Il Salmo 139 comincia con «O Eterno tu m’hai investigato e mi conosci». È una meditazione su un Dio che conosce ogni pensiero, è presente ovunque e ha formato ogni persona nel seno della madre.
Testo biblico
1 Per il capo de’ musici. Salmo di Davide. O Eterno tu m’hai investigato e mi conosci.
2 Tu sai quando mi seggo e quando m’alzo, tu intendi da lungi il mio pensiero.
3 Tu mi scruti quando cammino e quando mi giaccio, e conosci a fondo tutte le mie vie.
4 Poiché la parola non è ancora sulla mia lingua, che tu, o Eterno, già la conosci appieno.
5 Tu mi stringi di dietro e davanti, e mi metti la mano addosso.
6 Una tal conoscenza è troppo maravigliosa per me, tanto alta, che io non posso arrivarci.
7 Dove me ne andrò lungi dal tuo spirito? e dove fuggirò dal tuo cospetto?
8 Se salgo in cielo tu vi sei; se mi metto a giacere nel soggiorno dei morti, eccoti quivi.
9 Se prendo le ali dell’alba e vo a dimorare all’estremità del mare,
10 anche quivi mi condurrà la tua mano, e la tua destra mi afferrerà.
11 Se dico: Certo le tenebre mi nasconderanno, e la luce diventerà notte intorno a me,
12 le tenebre stesse non possono nasconderti nulla, e la notte risplende come il giorno; le tenebre e la luce son tutt’uno per te.
13 Poiché sei tu che hai formato le mie reni, che m’hai intessuto nel seno di mia madre.
14 Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo maraviglioso, stupendo. Maravigliose sono le tue opere, e l’anima mia lo sa molto bene.
15 Le mie ossa non t’erano nascoste, quand’io fui formato in occulto e tessuto nelle parti più basse della terra.
16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo; e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che m’eran destinati, quando nessun d’essi era sorto ancora.
17 Oh quanto mi son preziosi i tuoi pensieri, o Dio! Quant’è grande la somma d’essi!
18 Se li voglio contare, son più numerosi della rena; quando mi sveglio sono ancora con te.
19 Certo, tu ucciderai l’empio, o Dio; perciò dipartitevi da me, uomini di sangue.
20 Essi parlano contro di te malvagiamente; i tuoi nemici usano il tuo nome a sostener la menzogna.
21 O Eterno, non odio io quelli che t’odiano? E non aborro io quelli che si levano contro di te?
22 Io li odio di un odio perfetto; li tengo per miei nemici.
23 Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri.
24 E vedi se v’è in me qualche via iniqua, e guidami per la via eterna.
Testo originale
v. 1: Lamnatse’ach leDavid mizmor. Adonai chakartani vateda.
Versione semplificata
vv. 1–6 Dio, tu sai tutto di me: quando mi siedo, quando mi alzo, che cosa dirò prima che io parli. È troppo grande perché io lo capisca.
vv. 7–12 Non c’è luogo dove io possa fuggire da te: né il cielo, né il soggiorno dei morti, né l’altro capo del mare. Anche il buio per te è chiaro.
vv. 13–18 Tu mi hai formato nel seno di mia madre. Ti lodo perché sono stato fatto in modo meraviglioso. I tuoi occhi mi vedevano prima che nascessi.
vv. 19–24 Il salmista chiede a Dio di porre fine ai violenti e, alla fine, si mette davanti a lui: investigami, conosci il mio cuore e guidami per la via eterna.
Contesto storico
Autore. Il titolo dice «per il capo de’ musici, salmo di Davide». Molti studiosi notano nell’ebraico parole e forme tipiche dell’aramaico, il che suggerisce una redazione successiva all’esilio; altri mantengono l’attribuzione tradizionale a Davide.
Struttura. Il salmo procede in quattro tempi: Dio sa (vv. 1–6), Dio è ovunque (vv. 7–12), Dio ha formato (vv. 13–18) e la supplica finale (vv. 19–24). I versetti 1 e 23 usano lo stesso verbo, «investigare» (chaqar), che fa da cornice al poema.
Reni e cuore. Al versetto 13 la Riveduta conserva le «reni» dell’ebraico, che nella Bibbia indicano l’interiorità della persona, i sentimenti e la coscienza.
Spiegazione
Essere conosciuti
Il salmo non presenta la conoscenza di Dio come una sorveglianza minacciosa, ma come qualcosa che stupisce: «una tal conoscenza è troppo maravigliosa per me» (v. 6). Essere conosciuti per intero, anche in ciò che non è ancora stato detto, è vissuto come cura.
Dove me ne andrò?
«Dove me ne andrò lungi dal tuo spirito?» (v. 7). Le immagini abbracciano tutto: cielo e soggiorno dei morti, le ali dell’alba e l’estremità del mare, luce e tenebre. Nessuna distanza separa la persona da Dio.
Fatto in modo meraviglioso
Il versetto 14 è tra i più citati: «Io ti celebrerò, perché sono stato fatto in modo maraviglioso, stupendo». Il versetto 16 usa una parola rara, golmi, resa con «la massa informe del mio corpo», che compare solo qui nella Bibbia.
Investigami
Dopo aver detto che Dio lo conosce già, il salmista chiede di essere investigato (vv. 23–24). Non per informare Dio, ma per essere corretto: «vedi se v’è in me qualche via iniqua».
Come lo legge ogni tradizione
Cattolica
Nella numerazione della Vulgata è il Salmo 138, «Domine, probasti me». Si prega nella Liturgia delle Ore, e i versetti 13–16 sono spesso citati nei testi cattolici sulla dignità della vita fin dal concepimento.
Protestante
Molti evangelici usano i versetti 23–24 come preghiera di esame di sé, e il versetto 14 negli insegnamenti su identità e autostima fondate in Dio. I versetti 13–16 compaiono anche nei dibattiti sulla vita prima della nascita.
Ebraica
Al versetto 5 («di dietro e davanti») il verbo ebraico tsartani può significare «mi stringi» o «mi hai formato». Il Talmud lo legge nel secondo senso e vi vede il segno che Adamo fu creato con due volti (Berakhot 61a). La parola golem del versetto 16 descrive Adamo prima che ricevesse il soffio di vita (Sanhedrin 38b); da qui viene il «golem» del folclore ebraico.
Accademica
Gli studiosi discutono il genere: inno sapienziale, preghiera di un uomo accusato ingiustamente che chiede a Dio di esaminare la sua innocenza, o entrambe le cose. I versetti 19–22, contro gli «empi», mettono spesso a disagio il lettore moderno; letti in questa chiave, mostrano il salmista che si schiera con Dio contro la violenza.
Ogni lettura è attribuita alla tradizione che la sostiene. VersePath non prende posizione.
Per riflettere
Si può avere paura di essere conosciuti per intero. Il salmo invita al contrario: lasciare che Dio veda anche ciò che nascondi a te stesso. Che cosa chiederesti oggi a Dio di investigare in te?
Curiosità
- La parola golmi (v. 16) compare solo qui nella Bibbia e ha dato origine al termine «golem».
- Il salmo contiene diverse forme aramaiche, uno dei motivi per datarne la redazione dopo l’esilio.
- I versetti 1 e 23 usano lo stesso verbo, «investigare», che apre e chiude il poema.
Domande frequenti
Che cosa significa il Salmo 139?
È una meditazione sull’essere conosciuti da Dio: egli sa tutto, è ovunque e ha formato ogni persona. Il salmo termina chiedendo a Dio di investigare il cuore e guidare per la via eterna.
Chi ha scritto il Salmo 139?
Il titolo lo attribuisce a Davide. Alcuni studiosi, in base alla lingua, pensano a una redazione più tarda.
Che cosa vuol dire «sono stato fatto in modo maraviglioso»?
È una lode per la formazione del corpo e della vita nel grembo materno, vista come opera attenta di Dio (vv. 13–16).
Quando pregare il Salmo 139?
Nei momenti di esame di sé, di insicurezza sul proprio valore o quando ci si sente lontani da Dio.