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Versione: Riveduta 1927 (pubblico dominio)

Salmo 4

Quand’io grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia; quand’ero in distretta, tu m’hai messo al largo; abbi pietà di me ed esaudisci la mia preghiera!

Il Salmo 4 è una preghiera della sera: comincia con “Quand’io grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia” e termina con “In pace io mi coricherò e in pace dormirò”. In mezzo, Davide esorta a non peccare nell’agitazione e a confidare nel Signore.

Testo biblico

1 Al Capo de’ musici. Per strumenti a corda. Salmo di Davide. Quand’io grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia; quand’ero in distretta, tu m’hai messo al largo; abbi pietà di me ed esaudisci la mia preghiera!

2 Figliuoli degli uomini, fino a quando sarà la mia gloria coperta d’obbrobrio? Fino a quando amerete vanità e andrete dietro a menzogna? Sela.

3 Sappiate che l’Eterno s’è appartato uno ch’egli ama; l’Eterno m’esaudirà quando griderò a lui.

4 Tremate e non peccate; ragionate nel cuor vostro sui vostri letti e tacete. Sela.

5 Offrite sacrifizi di giustizia, e confidate nell’Eterno.

6 Molti van dicendo: Chi ci farà veder la prosperità? O Eterno, fa’ levare su noi la luce del tuo volto!

7 Tu m’hai messo più gioia nel cuore che non provino essi quando il loro grano e il loro mosto abbondano.

8 In pace io mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Eterno, mi fai abitare in sicurtà.

Testo originale

1 לַמְנַצֵּחַ בִּנְגִינוֹת מִזְמוֹר לְדָוִד׃ 2 בְּקׇרְאִי עֲנֵנִי אֱלֹהֵי צִדְקִי בַּצָּר הִרְחַבְתָּ לִּי חׇנֵּנִי וּשְׁמַע תְּפִלָּתִי׃ 3 בְּנֵי אִישׁ עַד־מֶה כְבוֹדִי לִכְלִמָּה תֶּאֱהָבוּן רִיק תְּבַקְשׁוּ כָזָב סֶלָה׃ 4 וּדְעוּ כִּי־הִפְלָה יְהֹוָה חָסִיד לוֹ יְהֹוָה יִשְׁמַע בְּקׇרְאִי אֵלָיו׃ 5 רִגְזוּ וְאַל־תֶּחֱטָאוּ אִמְרוּ בִלְבַבְכֶם עַל־מִשְׁכַּבְכֶם וְדֹמּוּ סֶלָה׃ 6 זִבְחוּ זִבְחֵי־צֶדֶק וּבִטְחוּ אֶל־יְהֹוָה׃ 7 רַבִּים אֹמְרִים מִי־יַרְאֵנוּ טוֹב נְסָה־עָלֵינוּ אוֹר פָּנֶיךָ יְהֹוָה׃ 8 נָתַתָּה שִׂמְחָה בְלִבִּי מֵעֵת דְּגָנָם וְתִירוֹשָׁם רָבּוּ׃ 9 בְּשָׁלוֹם יַחְדָּו אֶשְׁכְּבָה וְאִישָׁן כִּי־אַתָּה יְהֹוָה לְבָדָד לָבֶטַח תּוֹשִׁיבֵנִי׃

Bekor’i aneni Elohei tsidki; batsar hirchavta li; choneni ushma tefilati.

Versione semplificata

v. 1 Dio, rispondimi quando ti chiamo. Mi hai già dato sollievo nell’angoscia; abbi ancora pietà di me.

v. 2–3 Fino a quando mi calunnierete e correrete dietro alla menzogna? Sappiate che Dio si prende cura di chi gli è fedele, e mi ascolta.

v. 4–5 Se siete turbati, non peccate. Pensateci nel vostro letto, in silenzio. Fate ciò che è giusto e confidate in Dio.

v. 6–7 Molti chiedono dove sia il bene. Signore, mostraci il tuo volto. La gioia che mi hai dato è più grande di quella di un ricco raccolto.

v. 8 Mi coricherò e dormirò in pace, perché solo tu mi dai sicurezza.

Contesto storico

Il titolo. L’intestazione ebraica dedica il salmo al maestro del coro, bineginot, “per strumenti a corda”, e lo attribuisce a Davide. Nella Riveduta il titolo fa parte del versetto 1; la francese Louis Segond lo conta come versetto a sé.

Una preghiera della sera. Nel Salmo 3 il salmista dice: “Io mi son coricato e ho dormito, poi mi sono risvegliato” (v. 5); il Salmo 4 termina con qualcuno che si corica per dormire in pace. Per questo molti leggono i due come una coppia: preghiera del mattino e preghiera della sera.

I “Figliuoli degli uomini”. Il versetto 2 si rivolge a chi copre d’obbrobrio il salmista e va “dietro a menzogna”. L’espressione ebraica (benei ish) può indicare persone influenti, il che suggerisce un responsabile attaccato nella sua reputazione. Il versetto 7 parla di grano e mosto: forse un periodo di siccità o di cattivo raccolto, in cui molti chiedevano “Chi ci farà veder la prosperità?”.

Spiegazione

Il Dio che dà spazio

Il versetto 1 unisce memoria e richiesta: “Quand’io grido, rispondimi, o Dio della mia giustizia; quand’ero in distretta, tu m’hai messo al largo”. È la resa fedele dell’ebraico batsar hirchavta li. L’angoscia è un luogo stretto, e Dio è colui che allarga.

Turbati, ma senza peccare

Il consiglio del versetto 4 è tra i più concreti del Salterio: “Tremate e non peccate; ragionate nel cuor vostro sui vostri letti e tacete.” L’emozione non viene negata; si chiede che non diventi un’azione sbagliata e che venga portata nel silenzio prima di dormire. Paolo riprende questo versetto, nella forma greca, in Efesini 4,26.

La luce del volto di Dio

A chi chiede “Chi ci farà veder la prosperità?” il salmista risponde con una preghiera: “O Eterno, fa’ levare su noi la luce del tuo volto!” È un’eco della benedizione sacerdotale di Numeri 6,25–26. E la gioia che Dio dà supera quella dei raccolti: “Tu m’hai messo più gioia nel cuore che non provino essi quando il loro grano e il loro mosto abbondano.”

Dormire in pace

Il salmo termina al momento di coricarsi: “In pace io mi coricherò e in pace dormirò, perché tu solo, o Eterno, mi fai abitare in sicurtà.” I problemi dell’inizio non sono risolti, ma il salmista può dormire. Per chi fatica a staccare la sera, è uno dei testi più diretti della Bibbia.

Come lo legge ogni tradizione

Cattolica

Il Salmo 4, Cum invocarem nella Vulgata (stessa numerazione), è tradizionalmente pregato a Compieta, la preghiera della notte. Nella Liturgia delle Ore compare a Compieta dopo i primi Vespri della domenica. Sant’Agostino racconta nelle Confessioni (libro IX) quanto lo commosse leggere questo salmo nei giorni che precedettero il suo battesimo.

Protestante

Molti evangelici usano il Salmo 4 come preghiera prima di dormire, soprattutto il versetto 8. Il versetto 5, “Offrite sacrifizi di giustizia, e confidate nell’Eterno”, è letto come un richiamo a una fede che si vede nella vita retta, e non solo nel culto.

Ebraica

Il versetto 4 (5 nell’ebraico) fa parte dello Shemà della sera prima di dormire, insieme al Salmo 91. Il Talmud legge questo versetto come un metodo contro l’inclinazione al male: prima affrontarla, poi studiare la Torah (“nel cuor vostro”), recitare lo Shemà (“sui vostri letti”) e infine ricordare il giorno della morte (“tacete”) (Berakhot 5a).

Accademica

Il Salmo 4 è di solito classificato come salmo di fiducia individuale. L’ebraico presenta punti difficili: nel versetto 2 “la mia gloria” può essere l’onore del salmista o Dio stesso; nel versetto 4 il verbo rigzu può significare “tremate” o “adiratevi”, e la traduzione greca ha seguito il secondo senso.

Ogni lettura è attribuita alla tradizione che la sostiene. VersePath non prende posizione.

Per riflettere

Prima di dormire la mente ripassa spesso offese, conti e paure. Il Salmo 4 non chiede di fingere che non sia successo nulla; invita a parlare con Dio, a non agire con rabbia, a fare silenzio e ad affidargli la propria sicurezza. Che cosa devi lasciare a Dio questa sera?

Curiosità

  • Nella sua preghiera del versetto 6 il salmo riprende la benedizione sacerdotale di Numeri 6, che chiede a Dio di far risplendere il suo volto.
  • Paolo cita il versetto 4 nella forma greca: “Adiratevi e non peccate” (Efesini 4,26).
  • I Salmi 3 e 4 sono i primi del Salterio con un titolo che li attribuisce a Davide; i Salmi 1 e 2 non hanno titolo.

Domande frequenti

Che cosa significa il Salmo 4?

È una preghiera di fiducia per la sera: il salmista chiede aiuto, esorta a non peccare nell’agitazione e finisce per dormire in pace perché Dio lo custodisce.

Il Salmo 4 è una preghiera prima di dormire?

Sì. L’ultimo versetto parla di coricarsi e dormire in pace, e il salmo è pregato la sera dai cristiani (Compieta) e dagli ebrei (Shemà prima di dormire).

Che cosa significa “Tremate e non peccate”?

Che un’emozione forte non è peccato in sé, ma non deve diventare un’azione sbagliata. Il salmo propone di riflettere e fare silenzio prima di agire.

Chi ha scritto il Salmo 4?

Il titolo ebraico lo attribuisce a Davide e indica che era cantato con strumenti a corda.